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Le decisioni che i progettisti prendono quotidianamente influiscono in modo determinante sulla sicurezza delle macchine e degli impianti. Questo articolo offre una panoramica dei principali obblighi di legge che i progettisti devono rispettare durante il processo di sviluppo del prodotto. Inoltre, fornisce indicazioni su come individuare soluzioni pragmatiche durante la progettazione e su come organizzare in modo ottimale la collaborazione con altri reparti e con le persone coinvolte.
Una delle attività più importanti nel processo di progettazione della sicurezza consiste nell'esecuzione e nella documentazione della valutazione del rischio in conformità ai requisiti di legge. Con questo termine si intende un processo prescritto dalla legislazione, attraverso il quale tutte le persone coinvolte nello sviluppo del prodotto devono individuare i pericoli e i rischi associati alla macchina e determinare le misure necessarie per eliminare tali pericoli o ridurre il rischio di incidenti.
Gli elementi che una valutazione del rischio deve comprendere e le modalità della sua esecuzione sono disciplinati dalla legislazione, in particolare dal Regolamento (UE) 2023/1230 relativo alle macchine (link all'articolo di approfondimento sul “Nuovo Regolamento sulle macchine”.
Per i prodotti immessi sul mercato fino al 19 gennaio 2027 si applica la Direttiva Macchine 2006/42/CE. A partire dal 20 gennaio 2027 si applicherà il nuovo Regolamento (UE) 2023/1230 relativo alle macchine. Poiché i requisiti relativi alla progettazione sono molto simili, per semplicità nel presente articolo si farà riferimento esclusivamente al nuovo regolamento.
Il regolamento richiede alle persone coinvolte nella progettazione di eseguire le seguenti fasi:
Informazioni sul seminario
Progettazione di macchine sicure - Valutazione del rischio nella pratica
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Molto spesso la valutazione del rischio viene eseguita soltanto quando la macchina è già stata progettata o addirittura costruita. La legislazione stabilisce tuttavia chiaramente che la valutazione del rischio deve essere effettuata prima e che la macchina può essere progettata e costruita soltanto successivamente, tenendo conto dei risultati di tale valutazione.
Si veda la figura 1.
Nella scelta delle soluzioni più appropriate deve essere rispettato un ordine di priorità previsto dalla legislazione:
Non sarebbe quindi conforme alla legislazione limitarsi a segnalare un pericolo residuo nelle istruzioni per l'uso qualora fosse possibile eliminarlo mediante misure progettuali economicamente sostenibili.
La norma europea armonizzata EN ISO 12100 [1] prevede, analogamente ai requisiti del Regolamento Macchine, un metodo di riduzione del rischio articolato in tre fasi.
In sostanza, le fasi differiscono soltanto nella denominazione.
Tabella 1: Ordine di priorità nella scelta delle soluzioni di sicurezza.
Da questi requisiti legislativi e normativi deriva una procedura logica per la pratica progettuale: la valutazione del rischio deve iniziare nelle prime fasi del progetto. Solo in questo modo i suoi risultati possono influenzare efficacemente la progettazione delle macchine e degli impianti.
Una sentenza del Tribunale amministrativo federale svizzero dimostra che il mancato rispetto di questa procedura in tre fasi può essere determinante nell'esito di un procedimento giudiziario.
Sentenza (C-5864/2009)Fatti: Su una sega circolare automatica si è verificato un incidente che ha provocato una grave lesione alla mano, poiché alcune parti della macchina continuavano a muoversi per inerzia dopo lo spegnimento ed erano ancora accessibili.
Il fabbricante della macchina ha sostenuto che l'incidente non si sarebbe verificato se l'operatore avesse rispettato le indicazioni contenute nelle istruzioni per l'uso.
Il tribunale ha tuttavia stabilito che la macchina non soddisfaceva i requisiti della Direttiva Macchine.
Nella motivazione della sentenza si precisa, in sostanza, che avvertenze specifiche contenute nelle istruzioni per l'uso o istruzioni impartite agli utilizzatori possono essere considerate misure di sicurezza sufficienti soltanto quando altre misure di protezione non sono possibili oppure comporterebbero limitazioni sproporzionate nell'utilizzo della macchina.
Una valutazione del rischio eseguita tardivamente può comportare costi elevati per la riprogettazione e la modifica delle macchine. In generale, quanto prima vengono identificati i pericoli associati a una macchina o a un impianto, tanto maggiori sono le possibilità per i progettisti di intervenire ed eliminare determinati pericoli direttamente attraverso la progettazione.
In altre parole, la possibilità di influire sulla progettazione diminuisce con l'avanzamento del progetto. Allo stesso tempo, l'impegno necessario e i costi delle modifiche aumentano quanto più il progetto è avanzato.
er eliminare pericoli individuati nelle fasi avanzate del progetto o ridurre il rischio di lesioni, talvolta si ricorre ad apparecchiature di sicurezza costose, come le barriere fotoelettriche, poiché possono risultare un'alternativa più economica rispetto alla riprogettazione. Attenzione, però: La valutazione della sicurezza di una macchina si basa sempre sul metodo in tre fasi.
Se un pericolo avrebbe potuto essere eliminato mediante una misura progettuale (fase 1), anche l'installazione di dispositivi di protezione come le barriere fotoelettriche (fase 2) non costituisce una soluzione adeguata.
Come deve procedere concretamente un progettista? La norma EN ISO 12100, già citata, descrive numerosi aspetti e metodi per realizzare una progettazione intrinsecamente sicura.
Tra questi figurano i seguenti fattori geometrici e fisici:
EN ISO 12100, 6.2.2 (sintesi)Fattori geometrici
Aspetti fisici
Oltre a questi aspetti, i progettisti si occupano quotidianamente di una serie di altri fattori. La tabella 2 illustra quali ulteriori requisiti per la progettazione intrinsecamente sicura siano definiti dalla norma EN ISO 12100.
Tabella 2: Metodi di progettazione intrinsecamente sicura secondo la norma EN ISO 12100.
Le norme tecniche pertinenti costituiscono preziose fonti di informazione per l'applicazione concreta dei metodi di progettazione intrinsecamente sicura descritti in precedenza. Ad esempio, per i componenti che esercitano una forza di azionamento, occorre stabilire fino a quale valore massimo tale forza possa essere considerata intrinsecamente sicura.
Le norme specifiche di prodotto, denominate norme di tipo C, contengono spesso proposte di soluzioni concrete oppure rimandano a norme di sicurezza più generali, denominate norme di tipo B, per la scelta dei parametri. Nella scelta di una norma, il progettista deve verificare se questa sia adatta alla macchina e all'applicazione prevista.
Ad esempio, quando non è possibile escludere che anche i bambini possano accedere a una determinata macchina, occorre verificare se i parametri stabiliti dalla norma siano adeguati anche per loro. Oltre a verificare il campo di applicazione, è indispensabile accertarsi che la norma scelta sia aggiornata. Allo stesso modo, le soluzioni riprese da progetti precedenti devono essere verificate per assicurarsi che siano ancora conformi ai requisiti attuali.
Quando i pericoli non possono essere eliminati mediante una progettazione intrinsecamente sicura, è necessario ricorrere a misure di protezione. Tra queste rientrano, ad esempio, i ripari fissi, come recinzioni di protezione o coperture, e i ripari mobili, come sportelli o porte.
Tuttavia, senza ulteriori misure, le zone pericolose diventerebbero accessibili all'apertura degli sportelli o delle porte. Per questo motivo, i ripari mobili vengono monitorati mediante il sistema di comando della macchina.
Tale monitoraggio deve garantire che le funzioni pericolose della macchina possano essere avviate soltanto quando il riparo è chiuso oppure che l'apertura del riparo provochi un comando di arresto. Il Regolamento Macchine definisce questa misura di controllo «interblocco».
EN ISO 12100, sezione 6.1Se i rischi rimangono nonostante le misure di protezione integrate nella progettazione, le protezioni e l’adozione di misure di protezione complementari, i rischi residui devono essere identificati nelle informazioni per l’uso
Se, nonostante l'applicazione di misure di progettazione intrinsecamente sicura e di protezioni e misure di protezione complementari, permangono dei rischi, le informazioni per l'uso devono segnalare tutti i rischi residui. Le avvertenze di sicurezza contenute nelle informazioni destinate agli utilizzatori hanno lo scopo di facilitare il riconoscimento dei pericoli che non possono essere eliminati.
A tal fine, nell'ambito della valutazione del rischio occorre decidere quale canale informativo utilizzare. Le avvertenze possono essere riportate in diversi punti, ad esempio:
Direttamente sulla macchina, sotto forma di pittogrammi.
Nelle istruzioni per l'uso.
Sull'imballaggio.
Per quanto riguarda le istruzioni per l'uso, esiste un'importante interazione tra i progettisti e i redattori tecnici. Se le informazioni relative ai pericoli residui vengono documentate già durante la valutazione del rischio, i redattori tecnici potranno successivamente elaborarle e inserirle nelle istruzioni per l'uso. In assenza di tali informazioni, non è garantito che i redattori tecnici siano in grado di individuare tutti i pericoli residui. La mancanza di importanti informazioni sulla sicurezza nelle istruzioni per l'uso aumenta il rischio di responsabilità del fabbricante per danno da prodotti difettosi. Oltre alle forme di avvertimento descritte, possono essere utilizzati anche segnali ottici o acustici per avvisare le persone di pericoli imminenti.
Occorre tuttavia prestare attenzione affinché tali segnali non provochino un sovraccarico di stimoli sensoriali, che potrebbe ridurne l'efficacia protettiva.
I progettisti svolgono un ruolo particolarmente importante nell'ingegneria della sicurezza delle macchine. Attraverso la valutazione del rischio, individuano tempestivamente i pericoli e i rischi associati alla macchina.
Questo consente di applicare sistematicamente il processo iterativo di riduzione del rischio in tre fasi, che da un lato è richiesto dalla legislazione e dall'altro permette di evitare gli interventi necessari per importanti riprogettazioni e i costi legati all'impiego di costose apparecchiature di sicurezza.
[1] EN ISO 12100 - Sicurezza delle macchine - Principi generali di progettazione - Valutazione del rischio e riduzione del rischio[2] W. Engeln, Metodi di sviluppo del prodotto
Aggiornato il: 15/04/2026
Johannes Windeler-Frick, MSc ETH Membro del team di gestione dell'IBF. Relatore specializzato in marcatura CE e Safexpert. Conferenze, podcast e pubblicazioni su vari argomenti CE, in particolare sull'organizzazione CE e sulla gestione CE efficiente. Responsabile dell'ulteriore sviluppo del sistema software Safexpert. Studi di ingegneria elettrica al Politecnico di Zurigo (MSc) con specializzazione in tecnologia energetica e specializzazione nel campo delle macchine utensili.
E-Mail: johannes.windeler-frick@ibf-solutions.com | www.ibf-solutions.com
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